I Fiori del Male
Rewind.Ultima scena John Lydon cinquantenne che insulta la produzione di un reality americano mandando affanculo l’intero sistema marcescente televisivo rinunciando al montepremi in palio.
Fermo immagine su questo vecchio pazzo esibizionista che mostra il medio alla telecamera e ghigna satanico e irriverente, cattivissimo nonostante abbia un look attempato e una canottierina da quattordicenne appassionato di basket.
L’immagine si stoppa, resta così com’è, sbiadita e offuscata dalla luce del tramonto. Passano secondi, attimi indefiniti di quiete improvvisa, quasi malata.
Poi succede qualcosa, di colpo si strappa, si dilata, prende a deformarsi come un palloncino pieno d’aria lasciato schizzare dal baracchino del luna park. Impazzisce come la pallina di un flipper estatico e in un batter d’occhio ti passano davanti i flashback velocissimi di una vita allo sbando, disastrata, patetica e menefreghista dei quattro drughi che in un niente hanno messo a ferro e fuoco Buckingham Palace.
Adesso ce l’avete di fronte la scena.Â
Uno spezzone in bianco e nero, stile cinema muto, che vi mostra le fasi cruciali di un’epoca: il Sessantotto.


