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La Strada Verso Nord

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  • Section: Racconti - Category: Pulp
  • Lunedì 01 Settembre 2008 13:50
  • Scritto da Andy
Dicono che il mondo possa bruciare una sola volta.
E che il Paradiso, be’, sia buono solo per il clima.
Dicono che la sofferenza porti all’illuminazione.
Che le rockstar, gli angeli e i poeti siano invenzioni del Diavolo.
I brevetti dell’Apocalisse.
Ma sai, dicevano anche che non avremmo vinto. Che i Led Zep erano una band dimenticabile.
Che i ragazzi sono tutti marci e non hanno valori a cui aggrapparsi.
Dicono che se guardi bene in alto, concentrandoti, vedrai il tuo riflesso nelle nuvole.
E che sul fondo di una tazzina di caffè ci sia scritto il nome di Dio.
Dicono che le guerre, le carestie e le malattie siano una punizione. Per gli sconvolgimenti climatici, sai, e i casini che facciamo in giro.
Un castigo, solo questo.
E i ragazzi tutti marci, quelli che non hanno valori, sono in prima linea a parare il culo dei più anziani.
Di chi non ha nulla da perdere.
Ma io non ho niente contro di loro, anche se ascolto gli Alice in Chains.
E oddio, dicevano che Poe non sapesse scrivere e i racconti di King li rifiutavano.
Che Blake non sapesse dipingere.
Dicono che le cicatrici sono gli alfieri del tempo,  le guide turistiche della Morte.
E che il dolore, qualsiasi tipo di dolore, possa cancellare tutti i tuoi sbagli.
Dicono che gli ignavi e i disinteressati, i pavidi e i sordi, se la cavino meglio dei condannati.
Che siamo sulla stessa barca, ma personalmente non mi farei troppi problemi a buttarne qualcuno a mare.
E che l’Odio non sia un sentimento.
Ma un dio. E che l’abbiano scaraventato giù dall’Olimpo per farci compagnia.
Dicono che un uomo possa ingoiare un litro di sangue prima di vomitare.
Che le canzoni migliori le abbiano scritte i Beatles, che le cosce di rana siano deliziose.
Lo sai anche tu.
A Ovest il potere, a Est il sole.
E c’erano questi uomini, rinnegati e condottieri, ex-minatori e galeotti, ragazzi innamorati e futuri sposi.
C’erano i marinai e gli sceriffi. Becchini e predoni, i banditi col fazzoletto sulla bocca.
Latifondisti e serial killer.
E c’era la febbre, quella vera.
Dicono che a Sud abbiano le donne più belle che si siano mai viste. Con la pelle morbida e gli occhi neri, profondi come laghi.
Abissi di sensualità e perdizione. E che se ci vai, non torni più. Muori lì, felice e rassegnato.
Salvato dall’amore. E ti converrebbe, te lo consiglio. Non te ne pentiresti.
Come dici amico?
Oh, mi piacerebbe. Sul serio. Mi piacerebbe davvero.
Trovarmene una anch’io, magari. E metter su famiglia. Campare con poco, accompagnare i bambini alle partite e ritrovarci al bar, insieme agli altri. Sarebbe meraviglioso e sai, potremmo innamorarci e ritornare a vivere.
Potremmo non risvegliarci più soli e tornare a mangiare con gusto.
Coltivare un terreno e piantare dei semi, vederli crescere insieme ai nostri figli. Invecchiare insieme a noi.
Sarebbe bello  ma non posso, fratello.
Io non posso accompagnarti.
Io vado a Nord.
Sai, dicono che su sia tutta boscaglia e le piante velenose. Che i muri siano sfregiati dalle unghie dei primi eroi. Che le teste di bimbi appena nati siano appuntate come spille sui torrioni delle fortezze.
Dicono che d’inverno non ci sia da scherzare, che puoi addormentarti al caldo, con le trapunte e i piumini d’oca, quintali di vestiti addosso, e aprire gli occhi congelato. Il cervello che ronza a vuoto, tu che ti svegli e non senti più i piedi.
Dicono che gli insetti siano grandi come uccelli e i ragni mangino carne umana.
E che gli spiriti dei tiranni più crudeli ti aspettino alla loro mensa, invisibili e putrefatti.
Dicono che puoi impazzire, per il silenzio. Non c’è niente.
Nessuno,  solo il nulla. E il paesaggio ti ipnotizza e ti entra dentro.
Ti sbrana l’anima.
I marinai ti dicevo,  e i disperati, loro ci vanno. Vanno su.
È da pazzi, lo so.
E io, be’ amico, noi ci salutiamo qui.
Potrei avere la vita facile, crescere e maturare. Potrei morire nel mio letto, con una tazza di tè e il prete che mi confessa, mia moglie che mi regge la mano.
Avvizzito e saggio.
Potrei, certo. Ho solo ventitré anni, potrei seguirti.
Perché, mi chiedi? Perché vado su?
Perché su c’è, amico.
È la strada, amico. Ti porta a Nord.
Ti porta dritto lì, cazzo.
Dritto alle miniere.
Dritto all’Oro.

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